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Pictoni
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I mwcgPictoni furono un mwcwpopolo gallico che, a seconda delle fonti e delle epoche, sono stati anche chiamati mwdaPitti (che è pure il nome di un antico popolo mwdqscozzese, i mwdgmwdwPitti), o, ben dopo la mweaconquista romana della Gallia, mweqPictavi.
Contents
• Note
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Il periodo di indipendenza
Territorio
I confini del territorio dei Pictoni sono desumibili a partire da tre elementi:
• la mwgatoponomastica: il mwgqtoponimo mwggEquoranda o mwgwEwiranda indica un elemento acquatico che funge da frontiera; lo si ritrova a mwhaIngrandes nel comune di mwhqCouziers, dove faceva da frontiera con gli mwhgAnducavi (mwhwmwiaAngiò); a mwiqIngrandes, con i mwigTuroni (mwiwTurenna); a mwjaIngrandes presso mwjqLe Blanc, con i mwjgBiturigi Cubi; lo si rincontra anche nel nome del ruscello degli Équilandes, presso mwjwBourg-Archambault, alla frontiera con i mwkaLemovici (mwkqLimosino); nella foresta d'Argenson; con il fiume Guirande, a sud di mwkgNiort;
• la mwlanumismatica: le monete dei Pittoni si ritrovano essenzialmente a sud della mwlqLoira Atlantica all'interno degli attuali mwlgdipartimenti della mwlwVandea, dei mwmaDeux-Sèvres e della mwmqVienne.
• i confini dell'antico mwmwvescovado di mwnaPoitiers, che si costituì nel mwnqIII secolo e ha quindi ripreso i contorni della città del III secolo, qui si estendeva su tutta la mwngcivitas dei Pittoni, divenuta in seguito la contea di mwnwPoitou, fino a quando quest'ultima non fu privata del mwoaPays de Retz e dei mwoqMauges nel mwogX secolo, e nel mwow1317 subì lo scorporo dei vescovadi di mwpaMaillezais e di mwpqLuçon.
A partire da questi elementi, può stabilirsi con certezza che il loro territorio, prima della mwpwconquista romana, si estendeva sul mwqadipartimento attuale della mwqqVienne e di mwqgDeux-Sèvres, vale a dire l'Alto Poitou. È probabile, ma non certo, che mwqwVandea non ne facesse parte, forse essendo occupata dagli mwraAmbiliati.cite-ref-1[1] Che il loro territorio, prima della conquista romana, si estendesse fino alla mwsqLoira, su tutto il corso inferiore, è un'ipotesi che è stata presto abbandonata. In ogni caso, dopo la mwsgconquista della Gallia, i tre dipartimenti formano un insieme che dura fino alla mwswRivoluzione francese, ossia più di diciotto secoli.
Città ed economia
La «capitale» dei Pictoni era mwtgLemonum, nome mwtwceltico dell'attuale mwuaPoitiers, che assume il significato di «mwuqolmeto». Questo termine deriverebbe dal mwuggallico «Lemo-» mwuwmwvaOlmo (che corrisponde esattamente all'mwvqirlandese «Lem-» con lo stesso significato), mwvglatinizzata in mwvwLemonum divenuto poi mwwaPoitiers, cioè la «città dei Pictoni». Lemonum era un mwwqoppidum situato su un vasto promontorio alla confluenza dei fiumi mwwgClain e Boivre.
Organizzazione politica e culti
Poco prima della mwxgconquista romana, sembrerebbe che lo stato pittone fosse organizzato secondo l'antico sistema monarchico celtico, e non con quello che prevedeva la nomina di un mwxwmwyavergobret.
Durazio era il re dei Pictoni all'epoca della conquista, ma il suo potere appare essere limitato da quello dei capi guerrieri pittoni.
Monetazione
Il mwbqPoitou dell'epoca celtica conobbe una circolazione monetaria originale dalla fin del mwbgII secolo a.C., costituita da esemplari in mwbwelettro. Come la maggior parte della monetazione gallica, essa era ispirata allo mwcastatere mwcqmacedone, e alle mwcgmonete greche della colonia di mwcwEmpúries in mwdaCatalogna.
• Sul mwdwrecto: testa umana con degli arabeschi e dei punti;
• Sul mweqverso: cavallo androcefalo sormontato da un cavaliere che brandisce una corona.
Questi motivi ispireranno direttamente la monetazione dei mwewNamneti, tanto erano importanti l'influenza politica e la stabilità economica dei Pictoni su questa regione della Loira. La monetazione si arricchisce presto di un motivo peculiare della nazione dei Pittoni: la mano aperta al di sotto del cavallo.
Monete come queste si ritrovano in abbondanza nella mwfqVienne e nel mwfgDeux-Sèvres e,in piccola quantità, nella mwfwVandea.
Esiste anche, del mwgqI secolo a.C., una serie d'argento, ornata di un cavaliere alato che salta un fiore del tipo di lys, che si avvicina agli esempi monetali dei mwggBiturigi. Il suo carattere propriamente pittone è pertanto meno certo.
La guerra di Gallia e la fine dell'indipendenza
I Pittoni erano tra quei popoli che potevano sentirsi minacciati dalle migrazioni degli mwhgElvezi verso il territorio dei mwhwSantoni, nel caso in cui essi fossero giunti dalla parte nord del mwiaMassiccio Centrale. Essi avevano dunque tutto l'interesse a un intervento di mwiqGiulio Cesare.
Proprio come i Santoni, anch'essi fornirono Cesare di una flotta, nel mwiw56 a.C. Il loro capo Durazio restò fedele a Cesare all'epoca dell'insurrezione del mwjq52 a.C. Ciononostante, mwjgVercingetorige nel chiedere rinforzi a tutti i popoli della Gallia, si rivolse anche ai Pictoni, chiedendo ed ottenendo l'invio di 8000 uomini. Il popolo dei Pictoni era dunque diviso: il contingente favorevole a Vercingetorige raggiunse il capo degli mwjwAnducavi mwkaDumnacos ad mwkqAngers, che si diresse allora verso mwkgLemonum per assediarvi Durazio. Questi inviò un corriere al mwkwmwlalegatus romano Gaio Caninio, che giunse dal territorio dei mwlgRuteni a fornirgli il suo appoggio. Ma, avendo con sé delle truppe di poco valore, si costruì un mwlwmwmacastrum nel qual riuscì validamente a resistere all'assalto portatogli da Dumnacos e protrattosi per vari giorni.
Alla fine Dumnacos fu messo in fuga dalla notizia dell'arrivo del mwmglegato mwmwGaio Fabio che, ottenuta l'alleanza dei popoli compresi tra il mwnaBeauvais e mwnqTours, muoveva a sostegno di Caninio.
La pace romana
Pur beneficiando della mwqqmwqgPax Romana, soprattutto con la realizzazione di numerose opere di edilizia urbana, il popolo dei Pictoni, come tutti i popoli gallici, non sarà profondamente romanizzato. Dalla metà del mwqwII secolo i mwramiliarii indicheranno le distanze stradali in leghe gallesi, e non più in mwrqmiglia romane. Risale al mwrg237 la prima menzione del progressivo cambiamento del nome mwrwLimonum in mwsaPoitiers.
La città dei Pictoni fu tuttavia prospera e ne sono testimonianza gli agglomerati che si svilupparono attorno ai santuari rurali, come mwsgSanxay, e le mwswTours Mirandes a mwtaVendeuvre nei primi due secoli dell'mwtqera cristiana. Altri agglomerati ancora si sono sviluppati a partire partir del mwtgIII secolo, come mwtwVieux-Poitiers a mwuaNaintré, un borgo che ha rivelato l'esistenza di tombe eccezionali (le mwuqDames de Naintré) e la cui vita non cesserà se non con le mwuginvasioni normanne del mwuwIX secolo.
Nel mwvqI secolo, il geografo mwvgStrabonecite-ref-3[3] menziona ancora le due principali città pittonie dell'epoca: mwwwLemonum (mwxaPoitiers) e mwxqRatatium (mwxgRezé). Ciò è confermato nel mwxwII secolo da mwyaClaudio Tolomeo,cite-ref-4[4] che menziona anche i Pittoni occupanti la zona a sud dell'estuario della mwzqLoira che avevano in mwzgRatatium (mwzwRezé) un importante porto fluviale.
Dopo che mw0qCostantino I ebbe promulgato l'mw0gEditto di Milano, il mw0wCristianesimo si diffuse sempre più rapidamente. mw1aIlario fu il primo vescovo di Poitiers intorno al mw1q350; fu egli ad accogliere mw1gMartino di Tours, che fonderà a mw1wLigugé il più antico monastero della Gallia, ancora in attività.
Note
cite-note-11. ↑ Mappa a cura di José Gomez de Soto, d'après Jean Hiernard et Louis Maurin, mw3gin Jean Combes dir., mw3wHistoire du Poitou et des Pays charentais. Clermond-Ferrandmw4a : Éditions Gérard Tisserand, 2001, p. 90. ISBN 2-84494-084-6
cite-note-22. ↑ vale a dire la suddivisione amministrativa romana che fu attribuita ai Pittoni all'epoca della organizzazione della Gallia in mw5qprovince romane tra il mw5g16 a.C. e il mw5w13 a.C.
cite-note-33. ↑ mw6wStrabone. mw7amw7qGeografia, mw7giv, 2, 1 mw7w(mw8amw8qENmw8g) su mw8wLacusCurtius.
Bibliografia
• La Langue gauloise. X. Delamarre, Ed. Errance
• Jean Hiernard, Le Monnayage picton, in La Préhistoire du Poitou, Ouest-France Université
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